Nel giugno del 2016, per sedici giorni, un sentiero arancione ha attraversato il lago d'Iseo: largo sedici metri, lungo tre chilometri, collegava la terraferma di Sulzano all’isola di Monte Isola e al piccolo isolotto di San Paolo. Era The Floating Piers, l’ultima opera di Christo e Jeanne-Claude.

L’idea risaliva al 1970. Christo e Jeanne-Claude l’avevano pensata per il Rio de la Plata, tra Argentina e Uruguay, poi per la baia di Tokyo, nel 1996. Nessuno dei due progetti si è mai realizzato. Solo nel 2016, quarantasei anni dopo la prima idea, Christo ha trovato il lago giusto: era la prima grande opera che realizzava da solo, dopo la morte di Jeanne-Claude nel 2009.

La passerella era fatta di 220.000 cubi di polietilene ad alta densità, prodotti da quattro aziende del Nord Italia e uniti uno a uno per formare i moduli galleggianti. Sopra, un rivestimento di tessuto tagliato e cucito a Lubecca, in Germania. Sotto, un sistema di ancoraggi calato fino a novanta metri di profondità da sommozzatori arrivati dalla Francia e dalla Bulgaria. Alla costruzione hanno lavorato più di mille persone — ingegneri, sommozzatori, montatori, addetti alla sicurezza, nessuno volontario.

Come tutti i progetti di Christo e Jeanne-Claude, anche The Floating Piers è stato pagato interamente con la vendita delle opere originali di Christo: disegni e stampe, venduti uno alla volta a collezionisti in giro per il mondo. Non c’è stato nessuno sponsor, nessun fondo pubblico, nessun biglietto d'ingresso. L’accesso era gratuito, ventiquattro ore su ventiquattro, salvo maltempo.

Le pieghe dorate che si notano nelle foto e nei video dell’opera non erano nel progetto originale. Sono comparse durante i sedici giorni di apertura, per effetto del passaggio dei visitatori: il peso dei corpi, passo dopo passo, ha modellato il tessuto giorno dopo giorno. Nei primi cinque giorni l’hanno attraversata 270.000 persone; alla fine dei sedici, il totale ha superato 1,2 milioni, in media settantaduemila al giorno.

Alla fine dei sedici giorni l’opera è stata smontata. Cubi, tessuto e ancoraggi sono stati riciclati industrialmente. Non è rimasto nulla sul lago, e nessuno ne ha conservato un pezzo per sé.

220.000

Cubi di polietilene, uniti uno a uno per formare l'intera passerella galleggiante

1,2 milioni

Visitatori hanno attraversato l'opera nei suoi 16 giorni di apertura

1.000+

Persone coinvolte nella costruzione

1.000+

Anni dalla prima idea, nel 1970, alla sua realizzazione nel 2016

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