18 giugno 2016. Sul lago d'Iseo appare un sentiero color zafferano, largo sedici metri, lungo tre chilometri. Collega la terraferma di Sulzano all'isola di Monte Isola e al piccolo isolotto di San Paolo. Da lontano sembra un nastro unico, teso sull'acqua come una pennellata gigante. È la lettura più immediata, ed è quella sbagliata.

L'idea è nata quarantasei anni prima, nel 1970, pensata per il Rio de la Plata tra Argentina e Uruguay. Poi per la baia di Tokyo, nel 1996. Entrambi i progetti sono rimasti sulla carta. Christo e Jeanne-Claude hanno aspettato decenni, e un lago giusto, prima di vederla realizzata.

Sotto quel tessuto non c'è un solo gesto. Ci sono 220.000 cubi di polietilene ad alta densità, prodotti da quattro aziende diverse nel Nord Italia, uniti uno a uno a formare i moduli della passerella. Sopra, un rivestimento di tessuto tagliato e cucito a Lubecca, in Germania, pannello dopo pannello. Sotto, ancorato al fondo del lago fino a novanta metri di profondità, un sistema di ancoraggi calato da sommozzatori professionisti arrivati dalla Francia e dalla Bulgaria. Oltre mille persone pagate — nessun volontario tra loro — hanno costruito quella che, vista dall'alto, sembra l'opera di un'unica mano.

Anche il denaro racconta la stessa storia. Un'opera di questa scala avrebbe potuto avere un solo grande sponsor. Christo lo ha sempre rifiutato: niente aziende, niente fondi pubblici, niente biglietti d'ingresso. Ha finanziato tutto vendendo, uno alla volta, i propri disegni e le proprie stampe originali a collezionisti sparsi in tutto il mondo. Per realizzare un'opera pensata per la collettività, ha scelto di dipendere dalla pluralità dei singoli compratori, mai da un solo patrono.

La parte più sorprendente arriva dopo l'apertura. Le pieghe dorate che hanno colpito i visitatori — quelle onde che sembravano scolpite nel tessuto — non erano previste nel progetto originale. Sono nate camminando: il peso di corpo dopo corpo, passo dopo passo, ha modellato la superficie giorno per giorno, ora per ora. In sedici giorni, oltre 1,2 milioni di persone hanno attraversato la passerella, in media settantaduemila al giorno. Ognuna ha lasciato un'impronta minima, invisibile presa da sola, decisiva nell'insieme.

Christo e Jeanne-Claude avevano immaginato quest'opera in due, soli, nel 1970. La sua realizzazione — moduli, mani, ancoraggi, collezionisti, passi — non lo è mai stata.

220.000

Cubi di polietilene, uniti uno a uno per formare l'intera passerella galleggiante

1,2 milioni

Visitatori hanno attraversato l'opera nei suoi 16 giorni di apertura

1.000+

Lavoratori pagati, coinvolti nella costruzione: nessun volontario tra loro

46

Anni dalla prima idea, nel 1970, alla sua realizzazione nel 2016

Everything is Plural