Marzo 1974, Shaanxi. Un gruppo di contadini scava un pozzo per portare acqua ai campi, in piena siccità. A un metro e mezzo di profondità la pala urta qualcosa di duro: un frammento di terracotta, poi una testa, poi una fossa che si allarga sotto i loro piedi per ettari. Nel giro di pochi mesi gli archeologi capiscono che quella testa fa parte di un esercito sepolto da oltre duemila anni, costruito per accompagnare Qin Shi Huang, il primo imperatore della Cina, nell'aldilà.
Le cifre: ottomila soldati, centotrenta carri da guerra, seicentosettanta cavalli. Fanti, arcieri, ufficiali, generali, ognuno in posizione, ognuno con un'arma vera in bronzo, ognuno alto come un uomo reale. E ognuno con un volto diverso da tutti gli altri.
È il dettaglio che ha tenuto occupati gli studiosi per decenni. Le braccia si producevano in serie, così le gambe, così i torsi — con lo stesso sistema usato per fabbricare i tubi di argilla delle fognature dell'epoca. Per le teste, gli artigiani partivano da otto stampi base. Poi, prima della cottura, ogni operaio aggiungeva a mano zigomi, nasi, pieghe delle labbra, baffi, acconciature diverse a seconda del grado. Migliaia di ripetizioni, ognuna con la propria mano, il proprio errore, la propria piccola scelta.
Da otto matrici identiche sono uscite migliaia di facce. In cinquant'anni di scavi, nessuno ne ha mai trovate due uguali.
Le statue, in origine, non avevano nemmeno il colore che vediamo oggi: erano dipinte di rosso, verde, blu, lilla. I pigmenti si ossidano in poche ore di contatto con l'aria, appena la terra li scopre di nuovo — restano tracce minime, che gli archeologi provano a stabilizzare prima che spariscano.
Per l'intero complesso funerario — non solo l'esercito, ma il tumulo, i palazzi in miniatura, i fiumi di mercurio descritti dalle fonti storiche — le stime parlano di settecentomila lavoratori, impiegati per quasi quarant'anni.
Oggi, di quegli ottomila, meno di duemila sono stati riportati alla luce. Gli altri aspettano ancora sotto i campi, vicino al tumulo che nessuno ha ancora osato aprire. Ogni nuova campagna di scavo aggiunge qualche centinaio di soldati — un esercito che, mezzo secolo dopo la sua scoperta, continua lentamente a crescere.
Ritrovato per caso nel 1974 da un gruppo di contadini, il complesso funerario di Qin Shi Huang custodisce migliaia di statue a grandezza naturale, schierate in fosse attorno al tumulo del primo imperatore della Cina unificata. Ogni statua è un unicum: fanti, arcieri, cavalieri, ufficiali e generali hanno acconciature, armature ed espressioni proprie, come se ciascuno fosse un individuo e non una comparsa. Dietro questa varietà si intravede un cantiere immenso — stampi standardizzati per le parti anatomiche di base, poi la rifinitura a mano, artigiano per artigiano.
Un tempo dipinte a colori vivaci e armate di bronzo autentico, le statue erano accompagnate da funzionari civili, acrobati, cavalli e carri: un'intera società modellata nell'argilla, per accompagnare il sovrano nell'aldilà.
8.000+
Soldati stimati nell'esercito, nessuno identico a un altro
700.000
Lavoratori impiegati nell'intero complesso funerario
38 anni
Tempo di costruzione della tomba e del suo esercito
748
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