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Luglio, una tappa di pianura. Centottantaquattro corridori pedalano appaiati a oltre cinquanta chilometri orari, in un gruppo compatto che si allunga e si restringe a seconda del terreno e del vento.
Nel 2018 un gruppo di ingegneri di Eindhoven e Lovanio ha misurato per la prima volta quanta resistenza aerodinamica affronta ogni singolo corridore all'interno di un gruppo di quella dimensione. Bert Blocken e i suoi colleghi hanno costruito 121 modelli in scala di ciclisti in posizione da corsa, li hanno disposti come in un peloton reale dentro una galleria del vento, e hanno simulato la stessa configurazione al computer con quasi tre miliardi di celle di calcolo — la simulazione più estesa mai realizzata nello sport. Fino a quel momento si stimava che un corridore al centro o in coda al gruppo affrontasse tra il 50 e il 70% della resistenza aerodinamica di chi pedala da solo. Lo studio ha misurato un valore molto più basso: il 5-7%. Chi si trova al centro di un gruppo lanciato a 54 chilometri orari, in altre parole, fatica quanto un ciclista isolato che pedala a 12-15.
Il meccanismo è la scia. Chi sta davanti sposta l’aria e crea dietro di sé una zona di bassa pressione; chi segue vi si infila e consuma meno energia. L’effetto si somma a ogni fila di corridori che si aggiunge, e non richiede coordinamento: nasce dalla disposizione dei corpi nello spazio. Alcuni fisici che studiano il ciclismo hanno confrontato questa dinamica a quella degli stormi di storni o dei banchi di pesce, sistemi in cui pattern collettivi emergono da interazioni locali tra vicini, senza una guida centrale.
Dentro il gruppo, ogni squadra organizza un secondo livello di cooperazione, più piccolo e più diretto. Al Tour de France ogni squadra schiera otto corridori, ma in genere punta su uno solo per la classifica generale. Gli altri sette, i gregari, passano intere tappe a tirare in testa al gruppo per ridurre lo sforzo del capitano, controllare il ritmo della corsa, andare a riprendere chi tenta la fuga. Il loro nome compare nella lista di partenza, raramente in cronaca.
È anche per l'effetto scia che le fughe solitarie riescono di rado: chi scappa da solo affronta il 100% della resistenza dell'aria, mentre il gruppo alle sue spalle, pedalando in formazione, lo recupera spendendo una frazione di quella fatica. Lo studio di Blocken lo dice esplicitamente: i modelli di calcolo che le squadre usavano fino ad allora per decidere quando tentare una fuga si basavano su stime sbagliate.
5-7%
Resistenza aerodinamica di un corridore al centro del gruppo, rispetto a uno isolato alla stessa velocità
121
Ciclisti modellati in scala per lo studio del 2018 che ha misurato per la prima volta la resistenza reale dentro un peloton
184
Corridori al via del Tour de France 2025, otto per ciascuna delle 23 squadre
184
Chilometri il percorso complessivo dell'edizione 2025, diviso in 21 tappe


